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Danni da bagnamento attraverso lesioni ai serramenti - Clausola contrattuale dal significato non chiaro nè univoco


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Assicurazione - Danni da bagnamento attraverso lesioni ai serramenti - Clausola contrattuale dal significato non chiaro nè univoco - Applicazione principio buona fede ed interpretatio contra proferentem.

Tribunale di Brindisi - Sezione Civile - Sentenza n. 0077 del 19 Gennaio 2011

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI BRINDISI

SEZIONE CIVILE

 

In composizione monocratica nella persona del Giudice Unico dotte Pietro Lisi ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta sotto il numero d'ordine 1435 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2005, promossa da:T. D., rappresentata e difesa dall'Avv. Maurizio Mele,

- attrice-

CONTRO

ASSICURAZIONI GENERALI s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Tommaso Corsa, Agnese Corsa e Francesco Corsa,

-convenuta-

Le conclusioni sono state precisate all'udienza del 22.6.2010, il cui verbale deve intendersi qui integralmente riportato e trascritto.

FATTO E DIRITTO

La domanda è fondata e merita accoglimento, per le ragioni che seguono.

Quanto alla dinamica dell'evento lesivo verificatosi in danno dell'immobile di proprietà dell'attrice, essa è stata sufficientemente ed esaurientemente chiarita dai testi escussi (v. m particolare le dichiarazioni di Z. M., M. D., B. A.). E' emerso, difatti, che il giorno 26.7.04 si abbatteva su Brindisi una pioggia torrenziale, di portata ed intensità assolutamente eccezionale, con conseguente accumulo, in un lasso di tempo assai ridotto,di una notevolissima quantità di acqua nel cortile condominiale ove è ubicata l'abitazione della T.I testi escussi hanno chiarito che tale massa di acqua piovana si incanalava nella rampa di accesso ad un locale seminterrato, ove sono ubicati i box-auto, sfondando la porta basculante d'accesso al box di proprietà della T., con conseguente totale bagnamento dello stesso e dell'intero piano seminterrato dell'immobile, e provocando, altresi, il danneggiamento delle strutture murarie e dei beni mobili ivi ricoverati.

In particolare il teste M., il quale risiedeva nello stesso complesso condominiale della T. all'epoca dei fatti e proprietario di un box distante dieci metri da quello dell'attrice, ha riferito in primo luogo che sebbene anche gli altri box ubicati vicino a quello dell'attrice subissero delle infiltrazioni di acqua piovana dal piano di calpestio, tuttavia le porte basculanti di chiusura degli stessi non riportavano alcun danno, a differenza di quanto accadeva a quello dell'attrice.

Il teste ha chiarito che l'acqua piovana si infiltrava negli altri box attraverso il piano di calpestio, passando sotto le basculanti. Ha, inoltre, dichiarato che si trovava alla finestra della sua abitazione, durante il temporale (sita in prossimità della rampa di accesso ai box), e che ad un certo punto sentì un forte boato, verificando, di poi, una volta scemata l'intensità della pioggia, che la porta basculante del box della T. era stata sfondata e che essa era sollevata di circa 25-30 centimetri dal piano di calpestio.

Inoltre è stata acquisita agli atti la relazione di intervento redatta dai Vigili del Fuoco in occasione dell'intervento presso l'immobile  datata 26.4.04, nella quale si legge che il seminterrato condominiale risultava completamente allagato dall'acqua piovana per un'altezza di circa metri 1,5. Inoltre viene specificato che la porta basculante del box prospiciente la rampa di accesso era stata sfondata dalla violenza dell'acqua, e che la causa del sinistro era da individuarsi nella pioggia torrenziale.

Tanto premesso in punto di fatto, occorre soffermarsi sulla interpretazione del contratto di assicurazione stipulato dalla T. con la Generali Ass.ni in data 20.2.1998 (polizza denominata "Valore Casa Plus"), e più specificamente dell'art. 4.4 delle condizioni particolari di polizza in tema di indennizzo dei danni alle cose assicurate da eventi atmosferici.

Viene espressamente stabilito che "sono compresi i danni di bagnatura verificati si all'interno del fabbricato purché causati direttamente da precipitazioni atmosferiche attraverso lesioni provocate al tetto, alle pareti, o ai serramenti dalla violenza degli eventi atmosferici". Inoltre si specifica che sono esclusi i danni causati da "insufficiente deflusso dell' acqua piovana".

Si tratta, dunque, di stabilire se i danni riportati dai beni di proprietà della T. siano o meno indennizzabili nel caso di specie.

Si deve ritenere, sulla base degli elementi di fatto raccolti nel corso dell'istruttoria e sopra enucleati, in primo luogo che trattasi di danni causati da una pioggia di eccezionale rilevanza ed intensità (e ciò risulta in modo specifico), e verificatisi attraverso lesioni ai serramenti. Difatti risulta provato che a causa della pressione esercitata dall'enorme massa di acqua piovana, si verificava lo sfondamento della porta basculante del box di proprietà dell'attrice. Il teste M. come detto, ha riferito di aver sentito un boato e di aver poi constatato che la basculante era sollevata dal suolo di circa 30 centimetri. Del resto anche i Vigli del Fuoco, nella propria relazione, riferiscono dello sfondamento della porta basculante.

Né può affermarsi che nel caso che ci occupa i danni siano stati cagionati semplicemente dall'insufficiente deflusso dell'acqua. Difatti, come riferito dal teste M., l'acqua si infiltrò in tutti i box, passando dapprima per il piano di calpestio del piano seminterrato e poi da sotto alle porte basculanti di accesso, ma senza che si verificasse alcuno sfondamento delle stesse, ad eccezione di quella d'accesso al box della T.

In altri termini si potrebbe ritenere che i danni siano stati cagionati dall'insufficiente deflusso dell'acqua qualora la dinamica dell'evento lesivo fosse stata analoga a quella relativa agli altri box (infiltrazioni da sotto le porte di ingresso), ma nel caso di specie risulta dimostrato che la precipitazione atmosferica ha cagionato lo sfondamento della porta basculante del box della T. (integrando l'ipotesi, prevista dalla clausola contrattuale in parola, del danno cagionato attraverso lesioni ai serramenti).

Né può attribuirsi al termine "direttamente", contenuto in detta clausola, il significato invocato dalla convenuta e cioè che si intenderebbe esclusivamente l'acqua che cade dal cielo verso il suolo in modo diretto, seppure attraverso rotture del tetto, delle pareti, o dei serramenti, con esclusione di quella che proviene dall'esterno e si riversa sulle cose assicurate per motivi diversi da una diretta precipitazione della pioggia.

Si deve rilevare che in un caso, come quello che ci occupa, di clausola contrattuale dal significato non chiaro né univoco, occorre fare applicazione delle regole integrative dettate dal codice civile in tema di interpretazione del contratto. In primo luogo occorre fare applicazione del principio di cui all'art. 1366 c.c., a mente del quale il contratto deve essere interpretato secondo buone fede. In secondo luogo, e soprattutto, si deve applicare la regola di cui all'art. 1370 c.c., che stabilisce che le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto (ed è esattamente il caso che ci occupa) da uno dei contraenti si interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro (c.d. intepretatio contra proferentem).

Pertanto, alla luce di tale regola, la clausola contrattuale in parola deve essere interpretata nel senso che è necessario che vi sia un nesso di causalità diretta ed immediata non tanto tra l'evento atmosferico e la lesione a strutture dell' abitazione (con conseguente caduta diretta dell'acqua all'interno dell'abitazione), bensì tra l'evento atmosferico ed i danni da bagnamento.

Così interpretata la clausola, non può dubitarsi che, effettivamente, i danni da bagnamento siano stati cagionati in via diretta dalla pioggia torrenziale abbattutasi violentemente sul complesso condominiale, che ha causato lo sfondamento della porta basculante (serramento) di accesso al box dell'attrice.

Pertanto si conclude nel senso che i danni subiti dalla T. in occasione del temporale verificatosi in data 26.7.04 debbono essere indennizzati dalla convenuta, in quanto rientranti nell' ambito di applicazione oggettivo del contratto di assicurazione stipulato inter partes.

In ordine al quantum debeatur, non vi è contestazione da parte della convenuta sulla stima dei danni in euro 25.000,00, da cui va detratta la franchigia contrattuale di euro 154,94, pervenendo si alla somma finale di euro 24.845,06.

Peraltro si osserva che la stima dei danni veniva eseguita, nei giorni successivi, dall'attrice in contraddittorio con il perito incaricato dalla compagnia convenuta.

Le spese di lite seguono la soccombenza, nella misura liquidata in dispositivo.

P. Q. M.

Il Tribunale di Brindisi, in persona del Giudice Unico dotto Pietro Lisi, definitivamente pronunciando nella causa n. 1435/2005 R.G., ogni diversa istanza, eccezione o deduzione disattesa, così provvede:

- condanna la Assicurazioni Generali s.p.a. al pagamento, per le causali di cui in premessa, in favore di T. D. della somma di euro 24.845,06, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo;

- condanna Assicurazioni Generali s.p.a. alla rifusione delle spese di lite in favore dell'attrice, liquidate in complessivi euro 3.656,00, di cui euro 207,00 per esborsi, euro 1.599,00 per diritti ed euro 1.850,00 per onorari, oltre accessori di legge se dovuti.

Brindisi, 29.11.2010.

 


 

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